Parrocchia San Martino Vescovo

Nel territorio di Solopaca una prima chiesa dedicata al santo di Tours sarebbe stata eretta nel luogo denominato appunto “Li Santi Martini”, nei pressi del casale di Santianni (vicino la via Latina), circondata da ville rustiche di origine romana. In un manoscritto del 1791 è riportata l’attestazione dell’esistenza di tale edificio ridotto ormai in rudere. Dalle decime del 1325 la chiesa risulta già sede di parrocchia. Il 5 dicembre 1456 un terribile terremoto distrusse l’antico tempio che fu ricostruito accanto al castello (terra murata) nella pubblica piazza. Alla chiesa era annessa la Confraternita del SS. Corpo di Cristo.

Se le notizie circa la chiesa di San Martino risalgono agli inizi del Trecento, gli atti ufficiali della parrocchia si produssero solo alla fine del XVI secolo; infatti, il primo volume dei battesimi va dal 1595 al 1622, mentre il primo parroco menzionato è don Luzio Abbamondi (1595-1599).

Con l’aumento della popolazione e con l’accresciuta esigenza dei fedeli di assistere alle funzioni religiose, visto che la vecchia chiesa di San Martino presso il castello era piccola e non più efficiente, si decise di costruire un tempio più grande nelle vicinanze della chiesa di San Simone e Giuda, ormai troppo piccola per accogliere i fedeli dei Procusi.

Su un terreno donato dall’Università, in località “Li Tancredi”, nel 1728 si diede inizio alla costruzione dell’attuale tempio. Per tutto il 1770 si susseguirono i lavori di abbellimento della chiesa con stucchi e pitture murali, eseguite nel 1784 dai pittori Giovanni Bucci e Nicola Ianaro.

La nuova chiesa era a croce latina con una sola navata, mentre le laterali furono edificate solo nel 1852. Il 1 ottobre 1852 l’altare dedicato alla Vergine del Buon Consiglio fu dichiarato “privilegiato” da Pio IX.

Il campanile venne eretto, sul luogo dell’antica sagrestia, su iniziativa di Monsignor Antonio Iadanza. La prima pietra, contenente una sterlina d’oro, fu benedetta e posta il 16 settembre 1900. Per la costruzione del campanile, mai portato a termine, si utilizzarono le pietre tolte dai Pedastri viecchi.

Tra il 1922 e il 1923 la navata principale fu decorata ex novo con episodi della vita di San Martino dal pittore Pietro Vallese, di scarse qualità  artistiche.

 
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