Azione Cattolica
Gli orientamenti per il triennio associativo 2008-2011, dal titolo “Chiamati ad essere santi insieme”, (consegnati ad Assisi nel mese di settembre dello scorso anno) sono interamente centrati sull’impegno a vivere una forte riscoperta di una dimensione laicale della santità.
Alla luce delle riflessioni maturate durante la XIII Assemblea nazionale e stimolata dalle stesse parole pronunciate da Benedetto XVI in occasione dell’Incontro nazionale per i 140 anni di storia dell’AC, la nostra associazione ha indicato i tre principali orizzonti d’impegno che accompagnano questo triennio associativo: Santità, cura educativa e passione per il bene comune.
Queste tre prospettive d’impegno si intrecciano profondamente e pensare di separarle, costringendole in un semplice schema, equivarrebbe a svilirle e a dissolverle in un percorso che invece richiede la convergenza delle stesse. Tuttavia, per garantire un approccio graduale e progressivo, che sia anche legato ad una concreta progettualità, l’Associazione ha scelto di articolare queste attenzioni all’interno di un programma triennale che prevede, in modo flessibile, delle accentuazioni che variano di anno in anno.  La riscoperta di una santità laicale, la cura per il servizio educativo e la passione per il bene comune sono impegni che trovano ampia corrispondenza con le tre consegne che Giovanni Paolo II affidò all’AC in occasione dell’incontro nazionale di Loreto e che Benedetto XVI ha richiamato alla nostra associazione in occasione del 140esimo: contemplazione, comunione, missione.

L’immagine della CASA
L’immagine che ci accompagnerà, lungo il cammino di quest’anno, è quella della casa. La casa come il luogo in cui si intrecciano i legami più forti; la casa è il segno degli affetti e dei legami più saldi e più caldi; la casa è anche l’immagine di quello spazio familiare, ben conosciuto, dove il dialogo, la fiducia, l’ascolto e l’incontro costituiscono lo sfondo più naturale e quotidiano. La casa ci richiama anche quello spazio intimo, che ciascuno di noi sente più vicino a se, ma che al tempo stesso diventa il luogo d’incontro più significativo per accogliere e incontrare tutti coloro che portiamo nel cuore. In un mondo in cui le nostre case sono sempre più “appartamenti” (un termine che deriva dal verbo “appartarsi”, dunque strettamente legato alla tendenza ad isolarsi, come il rischio di preferire egoisticamente una vera e propria chiusura su se stessi, nel proprio mondo), l’immagine della casa riesce invece a tradurre quel desiderio di condividere non solo uno spazio ma un ambiente che diventa significativo non solo per noi, ma anche per tutti quelli che ci conoscono e ci incontrano. La casa è l’icona di quell’amore che è capace di spalancare le porte del proprio cuore agli altri. Accogliere qualcuno in casa, essere accolti fino a sentirsi come “a casa” … questa immagine evocativa riesce a evocare molto bene i tratti specifici del percorso annuale che la nostra associazione ha deciso di intraprendere durante l’arco di quest’anno. Per noi cristiani la casa rappresenta un richiamo forte alle nostre comunità, parrocchiali e diocesane … la chiesa è chiamata ad essere sempre di più quel luogo caldo, familiare ed accogliente in cui si sperimenta un’amicizia forte con il Signore e con tutte le persone che Lui pone sul cammino della nostra vita.
 

 
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