07

Feb

2020

LA MISSIONE DELLA COMUNITA’ PDF Stampa E-mail

V Domenica del Tempo Ordinario

Liturgia della Parola Prima Lettura: Libro del Profeta Isaia (58,7-10)
Salmo Responsoriale: dal Salmo 111
Seconda Lettura - S. Paolo: 1^ Lettera ai Corinzi (2,1-5)
Vangelo: Secondo Matteo (5,13-16)

In questa Quinta Domenica del Tempo Ordinario la liturgia della Parola ci istruisce sulla missione della Comunità. Matteo risponde al disagio in cui vivevano coloro che avevano accolto l'annuncio del Risorto, e per questo esclusi dalle comunità ebraiche. La testimonianza è, ora come allora, decisiva per esprimere la fede in Cristo. Nel riportare le parole di Gesù, l’evangelista, ci esorta a restare fedeli alla Parola di Vita. Questo breve ritaglio del vangelo di Matteo qualifica la comunità dei credenti, seguaci del Cristo, offrendoci tre immagini: il sale, la luce e la città. Gesù stesso desidera che i suoi discepoli diventino il sale; essi come il sale è impiegato per dare sapore, conservare e purificare, cosi diano al mondo il duraturo e fruttuoso apporto di sapienza. Gesù vuole collaboratori sapienti, perché, nonostante il sale abbia grandi proprietà, può essere reso insensato; infatti, ciò può accadere alla comunità o al singolo, quando, si allontana dalla Parola. Cristo ci avverte: senza la sapiente testimonianza ad accogliere e seguire gli insegnamenti, comporta ad essere inconcludenti, anzi, col rischio di annunciare altro, quindi, inutili e calpestabili. Nel Nuovo Testamento, la Luce, è una delle immagini più evocative e potenti che indicano il Risorto. I credenti sono invitati a restare in comunione con il Cristo per essere essi stessi Luce per gli uomini che attendono, cercano e aspirano alla salvezza: «Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». Ci viene infine proposta la terza immagine, la città collocata sul monte, che rievoca Gerusalemme; questa similitudine proietta il discepolo e la comunità a identificarsi nella nuova Città Santa, dove realizzare la vita nuova in Cristo. S. Matteo vuole dire che il sapore, la luce di Cristo e del Vangelo possono raggiungere il mondo attraverso discepoli capaci e credibili; colloca nel dialogo spirituale con Dio la forza da cui attingere la capacità di testimoniare. Il mondo non può vivere lontano dalla Parola ispirata e del rapporto filiale e riconoscente con il "Padre che è nei cieli". La parabola della Luce è comprensibile e il paragone è ovvio, la candela va messa nel punto più alto. La comunità deve essere luce, deve illuminare. Non deve aver paura di mostrare il bene che svolge tra e per i fratelli. La vera Comunità non può costringersi o insabbiarsi in un protagonismo ristretto, spesso distribuito nelle varie componenti. Il sale, come la luce, non possono esistere per se stessi, ma dare sapore e illuminare; per percorrere sapientemente la strada verso la salvezza alla luce della Parola.

 

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