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Dic

2009

San Mauro Martire PDF Stampa E-mail
San Mauro era un soldato romano vissuto nel III secolo, figlio di un tribuno dell’esercito chiamato Claudio.
Mauro, come il resto della sua famiglia, era divenuto cristiano in seguito alla conversione di suo padre, avvenuta dopo l’arresto di alcuni cristiani.
Tra gli arrestati, infatti, c’era un certo Crisanto (un pagano di origine alessandrina venuto a Roma per studiare filosofia) che, per opera del presbitero Carpoforo, si era accostato al Cristianesimo e aveva a sua volta convertito la bella vestale Daria, inviatagli da suo padre Polemio che aveva cercato in tutti i modi di farlo tornare al culto degli dei, servendosi anche di alcune donne.
Crisanto e Daria, di comune accordo, simularono il matrimonio, così poterono essere lasciati liberi di predicare, convertendo molti altri romani al Cristianesimo.
La cosa non passò inosservata, scoperti furono accusati dal prefetto Celerino il quale li affidò al tribuno Claudio, di guardia presso il carcere Tulliano.
Il tribuno militare, mentre li interrogava, si convinse della santità dei due illustri prigionieri e si convertì alla nuova fede. Insieme con lui si battezzarono la moglie Ilaria, i due figli Giasone e Mauro e i settanta soldati che obbedivano ai suoi ordini.
Informato dell’avvenimento, l’imperatore Numeriano (283-284) - dopo aver mandato al martirio Crisanto e Daria, sepolti vivi sulla Via Salaria - dispose che Claudio fosse gettato in mare con una pietra al collo, mentre i due figli Giasone e Mauro furono condannati alla decapitazione insieme ai settanta soldati.
Ilaria - non potendo più recuperare il corpo del marito, ormai perso in mare - si stava preparando a seppellire i corpi dei suoi figli quando venne arrestata e condannata a morte. Prima di essere uccisa ottenne di fermarsi a pregare sulla tomba dei figli; durante la preghiera fu martirizzata.
L’intera scena del martirio di San Mauro e della sua famiglia è stata splendidamente raccontata dal pittore solopachese Decio Frascadore che nel 1743 dipinse la grande tela che si trova sull’altare maggiore della chiesa di San Mauro a Solopaca. Il dipinto rappresenta proprio l’attimo in cui il boia sta per sferrare il colpo fatale sulla testa di Mauro, mentre alle spalle del Santo si trova il fratello Giasone, destinato alla stessa sorte. Alla scena assiste, dall’alto del suo trono, l’Imperatore Numeriano, mentre in lontananza si vedono il tribuno Claudio che sta per essere gettato in mare con una pietra al collo e, sulla sinistra del quadro, Ilaria in preghiera che sta per essere uccisa.
La ricorrenza dei santi Claudio, Ilaria, Mauro e Giasone ricorre il 3 dicembre.
 
Antonio Iadonisi
 

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