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Dic

2009

Vigilanti nell’attesa PDF Stampa E-mail
Abbiamo cominciato da poco il nuovo anno liturgico con la prima domenica di Avvento. Quest’anno ci accompagnerà nel cammino delle letture domenicali San Luca, l’autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli, l’evangelista sensibile e attento ai bisogni dei poveri – mette in rilievo gli episodi in cui traspare la tenerezza di Gesù verso gli ultimi, gli emarginati, gli esclusi, i peccatori.
Il termine “avvento” deriva dal latino adventus e significa venuta. Nel linguaggio cristiano, il termine indica la venuta del messia, lungamente atteso dal popolo ebraico e realizzatosi per noi fedeli con la venuta di Gesù Cristo.
L’avvento di Cristo non si è ancora pienamente compiuto. La chiesa pellegrinante attende ancora la parusia, il suo ritorno nella gloria.
Nella liturgia, l’avvento è il periodo che precede il Natale e segna l’inizio dell’anno liturgico (l’anno civile inizia il primo gennaio, l’anno della Chiesa comincia con la prima domenica di avvento): la prima parte orienta i fedeli all’attesa della seconda venuta gloriosa di Cristo alla fine dei tempi, la seconda (17-24 dicembre) prepara alle celebrazioni del Natale. Il tempo di Avvento è un periodo di preparazione spirituale e di fiduciosa attesa.
Come vivere questo tempo santo di attesa e preparazione alla venuta di Cristo?
L’Avvento propone a tutti coloro che cercano risposte di senso sulla vita, sulla propria vocazione e sul valore e la forza della fede, un vero e proprio momento di intensa spiritualità. Non un’attesa passiva, distratta, ma piuttosto un vero e proprio itinerario di viaggio, da scegliere in vista di un evento così importante da riuscire a cambiare la vita.
Il tempo di Avvento accompagna e prepara all’incontro con il Dio fatto uomo, all’incontro vero con Cristo Gesù. Un incontro per molti forse già avvenuto, ma, per tanti altri, del tutto nuovo, sconosciuto.
Per coloro che già sono nella fede, questo tempo propone una verifica ed una revisione del proprio vivere cristiano. L’Avvento domanda spazio e tempo per la riflessione personale, per l’esame di coscienza, per la crescita morale e per la correzione reciproca, la propria e quella fraterna.
Chiede tempo, sì, ma non un tempo che si estende in una dimensione di spazio invadente e incompatibile con gli appuntamenti della vita di tutti giorni, bensì un tempo che può limitarsi materialmente, anche solo ad una manciata di minuti, purché però siano vissuti come penetranti ed indelebili.
Per coloro che invece non hanno mai realmente deciso di incamminarsi lungo il percorso della fede, lungo questa strada così profondamente trasformante ed allo stesso tempo conoscitivamente arricchente, il tempo di Avvento propone un’apertura, un desiderio, la possibilità di iniziare un serio e costante lavoro di ricerca e di conoscenza di se stessi, della propria anima, fino in ultimo, all’incontro con Dio.
Ecco allora ritornare forte l’ammonizione proposta nel vangelo della prima domenica di Avvento:
 “Vegliate e pregate in ogni momento, perche abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo” (Lc 21, 36).
Vegliate e pregate, questi sono i due imperativi ricorrenti in tutto questo tempo di profonda e appassionata attesa. Il rivivere la nascita di Gesù, l’incarnazione del Dio che per amore dei figli, persi, disorientati e confusi, si fa uomo tra gli uomini, penetra le nostre solitudini facendoci sentire desiderati e amati, voluti e prescelti.
Vegliate e pregate, è un’accorata supplica a non dimenticare di essere parte di un tutto, creato e voluto da Dio. È una raccomandazione a non lasciare che l’anima… e non il cuore, i sentimenti, le emozioni…ma l’ANIMA…si atrofizzi, paralizzi o peggio ancora smetta di ardere di amore.
Vegliate e pregate, perché la Fede, la Speranza e la Carità resistano e non cedano di fronte a tentazioni ben più accattivanti e seducenti.
Vegliate e pregate, perché nessuno possa perdere la propria unicità, il proprio carisma, i propri ideali scegliendo di inseguire affermazione, denaro, carriera e successo.
Vegliate e pregate, perché il tempo consumerà ogni cosa e solo l’anima e l’amore rimarranno in eterno.
Ogni giorno è un tesoro, ogni attimo, ogni istante.
Perché rimandare ancora? C’è ancora molto da fare per capire, conoscere, realizzare, costruire con se stessi e con gli altri.
La propria vita, la propria missione, il senso dell’esistenza, la propria vocazione personale.
L’Avvento ci invita a riflettere e l’invito è vero e profondo. L’incontro con Cristo nella sua seconda venuta, non è poi così lontano… cosa troverà in noi quando ci incontrerà?
Saremo svegli o dormiremo?
 
don Iosif Varga
 

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