Novena in onore di San Martino PDF Stampa E-mail
Domenica 29 Ottobre 2017 13:46

 

 

Da Venerdì 3 a Venerdì 10 Novembre

Parrocchia "San Martino Vescovo"

Calendario


Ore 17,30 Santo Rosario e Novenario

Ore 18,00 Santa Messa

 

 

Venerdì 3 Novembre

Santa Messa presieduta da don Leucio Cutillo

 

Sabato 4 Novembre

Santa Messa presieduta da don Alfonso Salomone

 

Domenica 5 Novembre

Santa Messa presieduta da don Antonio Macolino

Assistente Ufficio Famiglia - giornata e preghiera per le famiglie

 

Lunedì 6 Novembre

Santa Messa presieduta da don Antonio Parrillo

Direttore Ufficio Missionario - giornata e preghiera per le missioni

 

Martedì 7 Novembre

Santa Messa presieduta da don Giuseppe Oropallo

Direttore spirituale AMASIT - giornata e preghiera per i malati e Rito dell'Unzione degli infermi

Mercoledì 8 Novembre

Santa Messa presieduta da don Domenico Ruggiano

Direttore Caritas - giornata e preghiera per la Carità e del Volontariato

Giovedì 9 Novembre

Santa Messa presieduta da don Gianmaria Cipollone

Direttore Pastorale Giovanile - giornata e preghiera per i giovani

Venerdì 10 Novembre

Santa Messa presieduta da Mons. Domenico Battaglia

Giornata e preghiera per la Comunità

Sabato 11 Novembre

Solennità di San Martino Vescovo

Orario Sante Messe

Ore 08,30

Ore 11,00

Ore 18,00

 

Novena

O glorioso nostro Protettore S. Martino, che, mercé la grazia, sapesti trionfare del mondo, fin dall'età di 12 anni, consacrandoti interamente all'acquisto della cristiana perfezione; deh, tu ce la implora da Dio. Essa ci è necessaria per correre la via della salute; essa ci bisogna per vincere le passioni che ne circondano, e le tentazioni che ci minacciano, poiché privi di tal dono divino, noi siamo come navi nel mar burrascoso di questa misera terra. E la grazia che ci fa degni di Dio, perché ci nobilita con le sue doti, ci abbellisce con i suoi chiarori, ci desta con le sue prerogative, ci vivifica, se morti, all'amore dì Dio. Fu la grazia, o gran Santo, che ti fece praticare la pietà e la penitenza anche fra gli scandali della milizia. Deh! ce la impetra dunque, che, sua mercé, saremo ben altra cosa da quel che siamo: saremo salvi con essa, senza la quale, nulla far possiamo che sia meritevole dell'eterna vita.

Pater, Ave, Gloria,

Volgi, o Martin, lo sguardo
Pietoso ai tuoi devoti,
E impetra ai loro voti
Le grazie del Signor.
Porgi l'orecchio ai gemiti-
Dei figli tuoi, Martino,
E un balsamo divino
Versa dei mesti al cor.

II.

O illustre eroe del Cielo, e nostro Protettore S. Martino, se il lume soprannaturale benefico e penetrante della fede fu quello che, illuminando la tua mente, ti fece domandare il Battesimo e ti rese forte e coraggioso contro gli assalti degli stessi genitori, deh, tu c'impetra che la nostra fede sia sommessa, onde, profondati nel nostro nulla, adoriamo senza curiosità gli oggetti di nostra credenza ; sia costante, onde la perversità dei tempi che corrono non valga affatto a rimuoverci dalla nostra ortodossia ; sia da ultimo generosa, onde c'insegni a sacrificar tutto ad essa : la ragione ed umiliarla all'Eterno, il cuore ed infiammarlo di carità, la volontà e non aspirar che a Dio, fonte d'ogni tesoro. Sì, o gran Santo, formi la fede la nostra delizia, poiché essa sola spande luce chiarissima, e da all'anima quella vista che la fa degna di Dio.

Pater, Ave, Gloria.

Volgi, o Martin, lo sguardo
Pietoso ai tuoi devoti,
E impetra ai loro voti
Le grazie del Signor.
Porgi l'orecchio ai gemiti-
Dei figli tuoi, Martino,
E un balsamo divino
Versa dei mesti al cor.

III

O coraggioso figlio del Vangelo S. Martino, tu sulla speranza poggiato sprezzasti le vanità della terra, e sulle ali sue spesso volando alla celeste Gerusalemme, t'inebriavi di quelle pure delizie, e maggiore di te stesso ti facevi a superare tutto quanto immaginar seppe l'Idolatria, per vincere la tua costanza. Deh, tu questa speranza c'impetra da G. Cristo che tanto amasti, poiché senza di essa non avrebbero scopo le nostre operazioni ; e con essa ci eleviamo di là della carne, ci slanciamo, come te, all'obbietto dei comuni
desideri, ed impariamo a tributargli i più puri affetti dei cuore. Essa è che ci apre le porte del Paradiso, e, mettendoci sotto lo sguardo quei beni eterni, ci distacca anticipatamente da questo misero mondo. Ah, si, coloro che sperano in Dio assumono le penne dell'aquila e non vengono mai meno volando, come te, dalla terra al Cielo.

Pater, Ave, Gloria,

Volgi, o Martin, lo sguardo
Pietoso ai tuoi devoti,
E impetra ai loro voti
Le grazie del Signor.
Porgi l'orecchio ai gemiti-
Dei figli tuoi, Martino,
E un balsamo divino
Versa dei mesti al cor.

IV

O invitto campione della Chiesa, e nostro protettore S. Martino, che tutto avvampasti della fiamma ardentissima della carità, una scintilla sola di tale incendio amoroso c'impetra dal Ciclo. Tu che non avesti rossore di tagliar con la spada il militar tuo manto per covrire il povero d'Ambiano, quasi ignudo, meritasti di essere personalmente da Gesù Cristo visitato, encomiato ed istruito in tutto quello che voleva da te, tu dunque, o Padre santo , ottieni anche a noi la grazia di spender sempre a soccorso dei bisognosi fratelli i nostri lumi, le nostre sostanze e tutte quante le nostre forze. Fa che a tua imitazione il nostro cuore da pietra diventi carne, e, tal divenuto arda solo di amore divino, sicché, purificato delle menome sozzure, si renda degno del suo divinissimo Autore.

Pater, Ave, Gloria.

Volgi, o Martin, lo sguardo
Pietoso ai tuoi devoti,
E impetra ai loro voti
Le grazie del Signor.
Porgi l'orecchio ai gemiti-
Dei figli tuoi, Martino,
E un balsamo divino
Versa dei mesti al cor.

V

O apostolo valoroso di Cristo e zelatore impareggiabile della sua gloria, nostro protettore S. Martino, che favorito del dono dei miracoli, tanti morti risuscitati, e contro la tua volontà fosti innalzato alla dignità Vescovile, onorato da Re e Regine, tollerasti con eroica mansuetudine i disprezzi e le maldicenze dei tuoi stessi discepoli, anzi rispondesti con i benefizi all'insolenza dei tuoi persecutori, e, per rassomigliare più perfettamente al
Crocifìsso, volesti morire col capo appoggiato ad una pietra e col corpo su di un letto di cenere; deh ! tu c'ispira un distacco sincero da questi miseri beni della terra, ed un amor verace pei beni del Cielo. Così solo potremo sacrificare il tempo alla eternità, la vita presente alla futura, e le mondane grandezze alla felicità della patria celeste; così solo potremo meditar con profitto l'ultimo nostro fine, e nutrire l'amor della Croce, lo spirito della carità, il desiderio della perfezione Così sia.

Pater, Ave, Gloria,

Volgi, o Martin, lo sguardo
Pietoso ai tuoi devoti,
E impetra ai loro voti
Le grazie del Signor.
Porgi l'orecchio ai gemiti-

Dei figli tuoi, Martino,
E un balsamo divino
Versa dei mesti al cor.

PREGHIERA

O glorioso nostro avvocato S. Martino, tu glorificato dal Padre, glorificato dal Figlio, e dallo Spirito Santo glorificato, quale in coteste sedi superne, non avrai potenza? Tu Adunque dall'alto dei Cieli, ove fruisci le divine beatitudini, volgi, deh ! volgi il tuo sguardo su noi, le cui sventure sorpassano i capelli della nostra testa. Ed avendo pietà di noi, primieramente quelle grazie ci ottieni che sono valevoli a vincere la ribellione dei sensi, le suggestioni del demonio, le lusinghe del secolo, e mantenersi nell’esercizio della vita
cristiana. E poi quelle divine benedizioni c'impetra, le quali possono apportarci pei beni temporali, che sono valevoli a non farci mancare di quel pane quotidiano che forma la nostra giornaliera sussistenza. Riguarda i nostri campi e vi fa piovere le benedizioni della Provvidenza. Riguarda le nostre case e fa che vi regni l'abbondanza e la pace. Riguarda tutto il popolo alla tua protezione affidato, ed unisci i loro cuori col vincolo della santa concordia. E quando sulle nostre contrade si addensa la minacciosa bufera per devastare le nostre terre, allora si, o Padre Santo, accorri in nostro aiuto, allontana quegli orribili flagelli, e così potremo giornalmente benedire e lodare l'Eterno Dator d'ogni bene e la valevole tua protezione. Così sia.

ANTIPHONA.
O beatum Pontificem, qui totis visceribus diligebat Christum Regem, et non formidabat imperii principatum: o sanctissima anima, quam etsi gladius persecutoris non abstulit, palmam tamen martyrii non amisit.
V. Ora pro nobis, sancte Martine
R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
Oremus
Deus, qui conspicis, quia ex nulla nostra virtute subsistimus ; concede propitius: ut intercessione beati Martini Confessoris tui atque Pontificis, contra omnia adversa muniamur. Per Christum. etc.

INNO

Esultiamo ! II ciel pietoso
Ci sorrise e ci fé dono
D'un potente, glorioso,
Amorevole Patrono.
Lui Sabaria un di nutriva :
Lui Turone a Dio sacrava;
Lui l'Empireo trasformava
In novello Serafin.

Coro - Solopaca, ognor giuliva,
Benedici al tuo Martin.

Con Martino in terra crebbe
La pietà del poverello.
Di divider non gl'increbbe
La sua clamide con quello.
E Gesù, che gli appariva
Di tal clamide ammantato :
«A Martin, dicea, son grato,
Che la diede al mio tapin.»

Coro - Solopaca, ognor giuliva,
Benedici al tuo Martin.

Ma strappati dalla fronte
i primier caduchi allori,
Dei battesmo ei corse al fonte :
De' leviti ambì gli onori.
Fortunato ! Oh di qual viva
Carità fiorì sue gote,
Quando, Sommo Sacerdote.
Adorno di mitra il crin.

Coro - Solopaca, ognor giuliva,
Benedici al tuo Martin.

Che sapienza, industria e fede
Che bontà, dolcezza e amore
Sull'Ovil, che Iddio gli diede
Spiegar seppe il buon Pastore !
Un'agnella non periva
Sotto il vigil suo governo.
L'affidava dall'inferno

E tra' paschi e in suo cammin.

Coro - Solopaca, ognor giuliva,
Benedici al tuo Martin.

Pur l'eroe dell'armi un giorno
Del cenobio fu invaghito.
Con drappel di soci intorno
Amò il vivere romito.
Da sua cella ei risaliva
AI consorzio dei celesti,
E tornava poi da questi
Pari a un angel peregrin.

Coro - Solopaca, ognor giuliva,
Benedici al tuo Martin,

Ma abbastanza visse in terra
II Prelato, il Cenobita,
Dall'esilio, dalla guerra
Anelava a immortal vita.
Ed a questa ei si allestiva
Fra il compianto dei sodali ;
Né da' fremiti infernali
Era casso il suo destin.

Coro - Solopaca, ognor giuliva,
Benedici al tuo Martin.

Salve, o Eroe - Non pur la Francia
Ma l'Europa e il mondo intero
Con l'affetto a te si slancia,
A te s'erge col pensiero.
Or Tu a noi la fede avviva
L'amor nutri, i doni impetra :
Finché tutti un dì sull'etra
Ci raccogli a Te vicin.

Coro - Solopaca, ognor giuliva,
Benedici al tuo Martin.

 

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