10

Nov

2009

San Martino: Solopaca e il culto del Vescovo di Tours PDF Stampa E-mail

San Martino è stato nominato patrono di Solopaca solo nel XVIII secolo, ma il suo culto è presente nelle nostre zone fin da tempi antichissimi. La devozione verso il vescovo di Tours, venerato nel medioevo come protettore degli osti e dei vendemmiatori, trova probabilmente giustificazione nella radicata cultura contadina, legata fin dall’antichità alla coltivazione della vite.

La pratica devozionale verso San Martino – portata probabilmente nel Sannio dai Longobardi, arrivati nella Valle Telesina intorno al 570/576 – sarebbe stata incrementata dai soldati francesi scesi in Italia al seguito di Carlo d’Angiò che fu a Telese nel 1273 e nel 1278.

Nel territorio di Solopaca una prima chiesa dedicata al santo sarebbe stata eretta nel luogo denominato appunto “Li Santi Martini”, nei pressi del casale di Santianni (vicino la via Latina), circondata da ville rustiche di origine romana. Dalle decime del 1325 la chiesa rurale risulta già sede di parrocchia.

Il 5 dicembre 1456 un terribile terremoto distrusse l’antico tempio che fu ricostruito accanto al castello (terra murata) nella pubblica piazza, proprio nel luogo dove i telesini si erano stabiliti dopo il terremoto che distrusse Telese nel 1349. Secondo la testimonianza di don Salvatore Gaudino (parroco di San Martino dal 1850 al 1868) furono proprio i telesini ad importare il culto di San Martino da Telese a Solopaca, come avvenne anche per quello di San Mauro.

Dopo la costruzione della Chiesa del SS. Corpo di Cristo, agli inizi del Settecento si decise di edificare l’attuale chiesa parrocchiale in località “li Tancredi”, mentre  nel vecchio edificio nei pressi del castello si stabilì la Congregazione dei Sette Dolori. In questo periodo il Santo fu eletto Patrono di “Solopaca e Casali”.

Oltre alla celebrazione liturgica del giorno 11 novembre con la nota fiera, fu istituita una seconda festa annuale ai primi di luglio in ricordo dell’ordinazione vescovile di San Martino.

La fiera si svolge da tempo immemorabile ed un tempo, insieme a quella di Santo Stefano a Telese, era considerata una delle più rinomate della zona. Questa un tempo durava un’intera settimana e per gli abitanti della valle telesina rappresentava una delle rare occasioni per comprare articoli che normalmente non erano di facile reperimento; inoltre permetteva agli agricoltori, agli allevatori e agli artigiani di poter vendere i loro prodotti.

Antonio Iadonisi

 

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