10

Nov

2009

"LO ACCOLSE CON GIOIA”: Inizio anno associativo di Azione Cattolica PDF Stampa E-mail

Domenica 8 novembre 2009 si è tenuta nella Chiesa di San Martino la prima Assemblea unitaria di Azione Cattolica che ha dato l’avvio al nuovo anno associativo 2009/2010. Oltre al consiglio interparrocchiale di AC presieduto da Umberto Cecere e all’assistente spirituale don Leucio Cutillo, erano presenti il segretario diocesano Diego Ruggiero e il responsabile giovani di AC Cerreto, Antonio Lavorgna. Tra i partecipanti si è registrata la presenza di un folto numero di giovani predisposti a fare esperienza associativa. Non è mancato il supporto dei soci appassionati che annualmente rinnovano la propria adesione all’AC. Nella realtà solopachese l’AC è presente dal lontano 1936; ne sono testimonianza diretta alcuni soci attualmente iscritti, tra cui Tammaro Antonia. Il vecchio e il nuovo si sono incontrati per dare continuità, attraverso la tematica e la programmazione annuale, ad un’associazione che affianca la Chiesa nella sua missione evangelizzatrice.

 

14

Ott

2009

Il Papa per la Giornata missionaria mondiale: la Chiesa esiste per portare la salvezza di Cristo a tutti i popoli PDF Stampa E-mail
“Le nazioni cammineranno alla sua luce”: è il titolo del Messaggio del Papa per la Giornata missionaria mondiale che la Chiesa celebrerà domenica 18 ottobre. Ce ne parla Sergio Centofanti.
      La Missione “essenziale” della Chiesa “è quella di chiamare tutti i popoli alla salvezza operata da Dio tramite il Figlio suo incarnato”. E’ quanto ribadisce il Papa nel Messaggio per la Giornata missionaria mondiale: “è in questione la salvezza eterna delle persone – sottolinea - il fine e compimento stesso della storia umana e dell’universo”. Quindi aggiunge: “Dobbiamo sentire l’ansia e la passione di illuminare tutti i popoli, con la luce di Cristo, che risplende sul volto della Chiesa”. Ed è in questa prospettiva che i cristiani “sparsi in tutto il mondo operano, si affaticano, gemono sotto il peso delle sofferenze e donano la vita”. “La Chiesa – prosegue il Pontefice - non agisce per estendere il suo potere o affermare il suo dominio, ma per portare a tutti Cristo, salvezza del mondo”. Una missione sempre più urgente ad una umanità che “conosce stupende conquiste, ma sembra avere smarrito il senso delle realtà ultime e della stessa esistenza”.
 

13

Ott

2009

Presentazione del nuovo sito parrocchiale PDF Stampa E-mail
      Siamo cercatori di felicità, appassionati e mai sazi! Espressione, questa, che fa di ogni membro della comunità cristiana un “protagonista” indiscusso del grande progetto di Dio. È in questo essere “ricercatori appassionati” che la parrocchia, comunità stabile di credenti, è chiamata ad essere “cercatore di felicità”. Attraverso la promozione di rapporti umani e fraterni. È chiamata ad essere “la casa aperta a tutti e al servizio di tutti”. Deve diventare la “fontana del villaggio”, come amava chiamarla Giovanni XXIII, dove tutti ricorrono per la loro sete.
 

25

Mag

2009

San Martino Vescovo di Tours PDF Stampa E-mail

 

Nato da genitori pagani a Sabaria in Pannonia (l’odierna Ungheria) nel 316 – 317, venne istruito sulla dottrina cristiana pur non essendo battezzato. Figlio di un ufficiale dell'esercito romano, si arruolò a sua volta, giovanissimo, nella cavalleria imperiale, prestando poi servizio in Gallia. Quando era ancora catecumeno coprì con il suo mantello Cristo stesso celato nelle sembianze di un povero. Ricevuto il battesimo e lasciato l'esercito nel 356, raggiunse a Poitiers il vescovo Ilario che lo ordinò esorcista (un passo verso il sacerdozio). Dopo alcuni viaggi Martino tornò in Gallia, dove venne ordinato sacerdote. Nel 361, sotto la guida di sant’Ilario di Poitiers, fondò a Ligugé una comunità di asceti che è considerata il primo monastero databile in Europa. Nel 371, contro la sua volontà, fu eletto vescovo di Tours. Per qualche tempo, tuttavia, risiedette a Marmoutier, nell’altro monastero da lui fondato a quattro chilometri dalla città. Di qui intraprese la sua missione ultraventennale per cristianizzare le campagne: per esse Cristo era ancora "il Dio che si adora nelle città". Non aveva certo la cultura di S. Ilario e un po’ rimase il soldato sbrigativo che era, come quando abbatté edifici e simboli dei culti pagani, ispirando più risentimenti che adesioni. Ma la sua azione riuscì perché l’impetuoso vescovo si fece protettore dei poveri contro lo spietato fisco romano, promuovendo la giustizia tra deboli e potenti. Con lui le plebi rurali rialzarono la testa. Questo spiega l’enorme popolarità in vita e la crescente venerazione successiva. Manifestò comunque in sé il modello del buon pastore, fondando altri monasteri e parrocchie nei villaggi, istruendo e riconciliando il clero ed evangelizzando i contadini, finché a Candes fece ritorno al Signore l’8 novembre del 397. Quando morì, il corpo fu reclamato sia dagli abitanti di Poitiers che da quelli di Tours. Questi ultimi, di notte, lo portarono poi nella loro città per via d’acqua, lungo i fiumi Vienne e Loire. Perciò la sua festa fu celebrata nell’anniversario della sepoltura e non della morte.

 

 
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